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SÃO JORGE (Marco Martins)

Esigere il pagamento dei debiti per pagare i propri debiti. Grigio e triste, come solo sa essere il Portogallo nei film, è lo scenario urbano in cui si muove Jorge, la periferia in cui tutti, dai commercianti all’ingrosso al ristoratore di lusso, sono indebitati con le banche e con le società di riscossione credito. Jorge è un operaio e un pugile e come tale sa incassare i colpi, sa prendere pugni dalla vita, sa sopravvivere al disagio e al dolore; anche lui lavora per le agenzie di recupero crediti che, ora, hanno deciso di usare i pugili disoccupati per incutere timore ed estorcere il denaro con la violenza. Saltella per sfuggire all’avversario, schiva, riceve e tira colpi, questo fa Jorge, sperando in un futuro di vittoria, un futuro migliore, un futuro di normalità.

Nel 2011 il Portogallo fu immerso nell’anno della “Troika” (i tagli di bilancio e la ristrutturazione economica imposti da UE, FMI e BCE), che fece raggiungere ai cittadini portoghesi picchi di debito insolvibili, con un numero crescente di famiglie e società impossibilitate a restituire i prestiti. Il regista Marco Martins ha analizzato quanto accaduto e, coinvolgendo attori e non-attori, ha provato a raccontare il recente crollo economico della sua nazione.

Jorge è un pugile disoccupato sul punto di perdere figlio e moglie; la donna, stremata dal latente razzismo e dalla inadeguata situazione economica, decide di tornare a vivere in Brasile portando via il figlio. Questo fa scattare in Jorge il desiderio di uscire dall’abitazione dei genitori dove ora abita per ritrovare l’unità della propria famiglia, un lavoro e una casa. La debolezza del governo e la crisi economica non gli permettono di poter fare altro che provare a diventare un riscossore di debiti che al posto delle parole usa le mani. Così “San Giorgio” vorrebbe sconfiggere il drago e salvare la sua principessa, ma il mostro è un gigante, è ovunque ed è imprendibile, non basta l’impegno, non basta il desiderio profondo di bene, non basta la volontà di riuscire, alle volte si lotta a lungo e poi ci si accorge di aver ucciso il drago sbagliato: i problemi economici di uno stato non si risolvono innescando una lotta tra indebitati.

 

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Sull'autore

Simone Agnetti

Simone Agnetti

Simone E. Agnetti, Brescia 1979, è Laureato con una tesi sul Cinema di Famiglia all’Università Cattolica di Brescia, è animatore culturale e organizzatore di eventi, collabora con ANCCI e ACEC, promuove iniziative artistiche, storiche, culturali e cinematografiche.