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VENEZIA 78, TRA URGENZA CONTEMPORANEA E RIFLESSIONE UNIVERSALE
Focus sull'ultima Mostra del Cinema per il nuovo numero di Filmcronache

Un concorso di gran pregio, quello allestito dalla 78ª Mostra di Venezia, che a sipario calato, l’11 settembre, ha lasciato sul tappeto riconoscimenti importanti per il cinema italiano: il Gran premio della giuria a È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, intimo e profondo, e il Premio speciale della giuria a Il buco di Michelangelo Frammartino, gioiello di silenziosa bellezza, sono stati il sigillo di una presenza, quella tricolore, che ha allontanato ogni retropensiero sulla sua ampia consistenza iniziale (cinque titoli in lizza) grazie ad una proposta complessivamente eccellente. Sul versante tematico, i bambini e il ruolo genitoriale sono stati i tratti distintivi di quasi tutti i film vincitori, a cominciare dal Leone d’oro attribuito a L’événement di Audrey Diwan, amara, dolente parabola umana incentrata su una gravidanza inattesa e rifiutata: una vittoria che per la Francia fa il bis con la Palma d’oro assegnata lo scorso luglio a Titane. I tre riconoscimenti ad altrettante registe, poi, compreso il premio più ambìto, sono apparsi la conferma e l’ulteriore valorizzazione dello sguardo cinematografico femminile.

Sotto il profilo artistico, dunque, il bilancio della rassegna veneziana (riassunta, come sempre, dal numero di Filmcronache che state per leggere), è risultato più che positivo, a ulteriore testimonianza di quel carattere di ‘urgenza contemporanea’ e di ‘riflessione universale’ che la Mostra, attraverso i film collocati in cartellone negli ultimi anni, ha saputo ritagliarsi con sempre maggiore autorevolezza. Ne sono esempi convincenti anche le cronache dal Lido relative alle altre sezioni della Mostra, firmate dai nostri inviati: “Un’edizione con molti buoni titoli, la sensazione che il percorso di sperimentazione audiovisiva sia giunto a maturazione”, scrive Simone Agnetti a proposito di Orizzonti, mentre Alessandro Cinquegrani evidenzia il messaggio fondamentale lanciato dai film Fuori concorso, “ripartire dai personaggi”. Se la Sic, come riporta Giuseppe Gariazzo, ha proposto stavolta “visioni meno ispirate”, le Giornate degli autori, invece, come riferisce Francesco Crispino, hanno ruotato attorno a temi nevralgici come identità e memoria.

A margine, oltre gli interventi saggistici sulla Mostra 2021, una riflessione sul Napoleone di Stanley Kubrick: un autentico “capolavoro mancante” che dal 1967 alla prima metà degli anni ’70 è stato davvero ad un passo dal concretizzarsi. Buona lettura.

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Sull'autore

Paolo Perrone

Giornalista professionista, critico cinematografico, curatore di rassegne e consulente alla programmazione, è direttore responsabile della rivista Filmcronache e autore di numerosi saggi sul cinema. Per Le Mani ha scritto Quando il cinema dà i numeri. Dal mathematics movie all'ossessione numerologica.