Venezia 76 Schede Cinema Filmcronache

CITIZEN ROSI (Didi Gnocchi, Carolina Rosi)
Un omaggio affettuoso ma imperfetto

Francesco Rosi è stato il grande regista che tutti conosciamo. Il suo cinema è inscindibile da una tenace e indefessa analisi della realtà e delle meccaniche del potere, dal dopoguerra in poi. Questo documentario intreccia la sua arte con un’indagine sugli ultimi decenni di storia, alternando testimonianze di altri registi, ma anche di magistrati o giornalisti che hanno condotto note inchieste in tempi più recenti. Il quadro è disarmante, almeno da quando gli Americani hanno stretto un patto scellerato con Lucky Luciano e la mafia prima dello sbarco in Sicilia, sancendo lo sciagurato intreccio tra criminalità e politica.

Il progetto nasce da un’idea dello stesso Rosi con la figlia. «Non sarà un film su di te», gli dice Caterina per rassicurarlo sul fatto che non è un’operazione autocelebrativa. Ma certo è interessante per noi ritornare sulla costruzione di alcune scene, sulla ostinazione con cui il regista cercava il realismo e, nonostante varie difficoltà e opposizioni, rappresentava il sistema di corruzione senza scrupoli che ha macchiato l’Italia degli ultimi decenni.

Ciò detto, e tolta la commozione del ricordo, bisogna tuttavia riconoscere che la qualità del documentario è davvero elementare, costruita su frammenti giustapposti di interviste, vecchi film e ricordi familiari. È imbarazzante la voce narrante della figlia che alterna ricordi del padre ricostruiti con uno stile adolescenziale a spiegazioni didascaliche dei suoi film, recitati da lei stessa con la stessa capacità persuasiva di una lettura scolastica di un testo ingessato. Perciò l’omaggio – legittimo, gradito – mostra tutte le sue crepe e nello spettatore resta il disagio nel vedere la distanza tra le buone intenzioni e i risultati scadenti. Immagino sia difficile avere un padre così ingombrante e cercare di condividerne le passioni e i talenti che non sono i propri.

 

CITIZEN ROSI
di Didi Gnocchi, Carolina Rosi
Durata: 130’
Italia

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Alessandro Cinquegrani