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CONSIGLI ED ESEMPI PER STARCI VICINI NELLA PARALISI SOCIALE
Dal noi al tu della SdC: non lasciamoli soli!

Viviamo la sensazione di essere sempre di corsa come una condizione personale, che richiede soluzioni individuali, perciò la nostra prima reazione sarà cercare tecnologie ancora più veloci per guadagnare tempo. A quel punto, però, restiamo spiazzati da un paradosso: disponiamo di sempre più dispositivi, e sempre più avanzati, ma ci sentiamo comunque pressati dal tempo. Viene naturale supporre che nelle tecnologie digitali ci sia una logica del temporale che ci spinge ad andare ancora più in fretta.

(La tirannia del tempo. L’accelerazione della vita nel capitalismo digitale – Judy Wajcman Edizione Treccani 2020)

Salvo i più anziani, la gran parte del nostro pubblico era probabilmente in questa situazione fino a poche ore fa. Venire in sala era spesso una scelta anche sofferta dentro a mille impegni, ma foriera di relax, suggestioni, stimoli e anche qualche sano sorriso. Di colpo una brusca frenata e il sogno di avere un mese, se va bene, tutto per sé che si capitalizza a causa di un motivo triste, tristissimo. Chi ha affrontato lutti e malattie sa che, in realtà, nella vita succede più così che per motivi sereni, ma sta di fatto che ora il tempo c’è e bisogna decidere come usarlo in ogni famiglia. Tenendo conto anche di chi la famiglia non ce l’ha: proviamo ad immaginare cosa significa per un mese vivere solo senza nessuna forma di socialità dentro a quattro mura. Insomma ci sono mille motivi per farsi vivi!

Le sale della comunità possono dare il loro contributo? E’ una domanda ma anche un auspicio. Alcune nostre sale si sono già messe in moto e il nostro darne conto è per stimolarne anche tante altre a fare del loro meglio, a tenere vivi i contatti con il loro pubblico che, ricordiamo, non è uguale a quello di qualsiasi altra sala della comunità. Nessuno può sostituirsi a voi per parlare con loro!

Lo sa bene il Tiberio di Rimini o l’Aurora di Palazzolo in provincia di Brescia, sale della comunità – entrambe cinema e teatro – che non mancano di suggerire quotidianamente al loro pubblico cosa possono vedere attraverso l’offerta televisiva, canali digitali e le svariate piattaforme. A Rimini, da bravi romagnoli, ci mettono anche una cornice di simpatia, oltre che di impegno, inventandosi “Casa Tiberio”.

Chi vi scrive, invece, per il Piccolo Teatro di Padova propone dei film sul tema del cambiamento delle proprie abitudini. Una forma di rassegna a distanza con il pubblico della sala della comunità su questa difficile esperienza che siamo chiamati a vivere tutti. Abbandonare le nostre abitudini, quegli argini di contenimento quotidiano che ci danno prestanza, tranquillità e senso del vivere. Non è una passeggiata e anche un film può darci da pensare. Dopo aver proposto la commedia intelligente Lasciati andare diretta da Francesco Amato e sceneggiata da Francesco Bruni, oggi a distanza di 2/3 giorni suggerirò la doppietta Una giusta causa e Alla corte di Ruth dedicati entrambi a Ruth Bader Ginsburg che con la sua vita ha cambiato le abitudini a livello universale sul tema delle discriminazioni di genere.

A distanza di giorni, sì, perché non esistono solo i film… è anche un tempo per fare ordine, leggere, ascoltare musica, scrivere una poesia, una lettera, riflettere, pregare, fai da te dei svariati, dipingere, cucinare, fare yoga, guardare foto del passato, fare progetti per il futuro, chiamare a turno le persone che ci stanno a cuore, ricamare, cambiare ordine dei mobili: vi basta? Quindi personalmente ritengo che non si debba suggerire una bulimia di schermo anche se il tempo a disposizione è tanto. Aiutiamoli a diversificarlo per una ricchezza di linguaggi!

E proprio perché non esiste solo il cinema, ogni sala della comunità rispolvera anche il meglio della sua produzione e della sua storia culturale. Con il bellissimo slogan il “Cinema Teatro Nuovo non ti lascia solo” la sala di Magenta nel milanese ripropone le loro puntate della manifestazione “Ti racconto un libro”. Anni di cultura letteraria unita al teatro riproposti a tappe: la prima dedicata in questi giorni a “Il nome della rosa”. Qui la visione!

Non vi lascia soli nemmeno ACEC Milano che sta preparando in queste ore la rubrica Ri-parliamone con un film. L’Acec Brescia ha predisposto, sul sito della Diocesi, alcune letture della Passione attraverso la voce di grandi interpreti e riprese dall’esperienza di Crucifixus. Accompagnato da un sottofondo musicale, Giorgio Albertazzi legge la Passione secondo Giovanni, Caterina Vertova dà voce alla Passione secondo Matteo, la Passione di San Marco con Paola Quattrini e la Passione secondo Giovanni con Piera Degli Esposti. Il materiale (un’ora di registrazione) si può scaricare o può essere richiesto a info@acecbrescia.it.

Insomma in tanti si stanno adoperando. E tanti si danno appuntamento, come fedeli innamorati, per un prossimamente di speranza come il Gabbiano di Senigallia:

E la tua sala? I tuoi volontari? I tuoi animatori culturali?

Ti lascio cinque punti con cui provare a confrontarti per mettere in piedi qualcosa secondo il vostro specifico di comunità:

  1. Qual è la cosa come sala che sappiamo fare meglio? possiamo farla un po’ anche a distanza? Non solo film! Siamo anche molto altro… Sguardo aperto a 360 gradi…
  2. Avete il numero di telefono di alcuni spettatori soli o anziani che volete raggiungere con una telefonata in questi giorni di isolamento? Possiamo dividerci le telefonate?
  3. Prima di proporre le mitiche “serie” che tanto spopolano, pensa se il tuo pubblico ha bisogno di vivere altra “sospensione” che già sovrasta le nostre anime in questi giorni: è adatto il mio pubblico o gli metto ancora più ansia? Cosa aiuta, ora, una pace “spirituale” per le persone? Cerchiamo di metterci la “cifra” delle sale della comunità.
  4. E i bambini? Come possiamo farci vivi con i bambini delle nostre domeniche? Delle nostre iniziative con le scuole? Ricordati che in Italia ci sono tanti figli unici che per quasi un mese non vedranno un loro “simile”. Preservare l’infanzia: come?
  5. Quali film non siete riusciti a programmare in questi anni per mancanza di spazio nel palinsesto? Ecco ora puoi consigliarlo… puoi spendere due parole… darne una prospettiva di lettura e ricordati che nel nostro sito trovi moltissime schede filmiche pastorali che possono accompagnare i consigli della tua sala.

Buon lavoro e mettiamoci tutta la creatività che c’ha sempre caratterizzato come ACEC e sale della comunità.

Una preghiera sincera e profonda per tutti coloro che c’hanno lasciato.

La persona non è una poltrona.

 

 

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Sull'autore

Arianna Prevedello

Arianna Prevedello

Responsabile Comunicazione ACEC