Nel giugno del 1943, dopo essere tornato in Francia dall’Inghilterra, dove ha incontrato il generale De Gaulle e ne ha condiviso intenzioni e strategie, Jean Moulin, il capo della Resistenza transalpina, viene arrestato mentre sta cercando di riorganizzare la lotta all’invasore nazista, superando le divisione interne. A interrogarlo, prima nel suo ufficio, poi nel carcere in cui è recluso, Klaus Barbie, capo della Gestapo a Lione sotto il governo nazista di Vichy.
Il bene e il male. Il coraggio di chi lotta per la libertà di una nazione, anche a costo della propria vita, e la mostruosità di chi, accecato dalla follia ideologica, ha invece perso ogni controllo. Da una parte il capo della Resistenza francese, Jean Moulin, dall’altra Klaus Barbie, il suo torturatore. Si regge su questo antagonismo, serrato e schiacciante, Moulin, il nuovo lungometraggio dell’ungherese László Nemes, l’autore de Il figlio di Saul, uno dei più sensibili e originali cantori della storia novecentesca e dei suoi orrori. Girato in 35 mm, il film di Nemes rievoca dunque una pagina di storia al contempo eroica e tragica, sostenuto da una splendida fotografia dalle venature ocra, da ricostruzioni accurate, soprattutto in interni, dalle interpretazioni vigorose, nei panni dei due protagonisti, di Gilles Lellouche e Lars Eidenger, il partigiano idealista e lo spietato gerarca, con l’attore transalpino nel ruolo che vale un’intera carriera.
Fluido nel racconto, ben ordinato da una messa in scena che evita voyeurismi e ricatti emotivi anche quando mostra le violenze perpetrate durante la detenzione del combattente francese, Moulin è un lavoro ispirato, anche se alquanto convenzionale nell’impianto. Se l’opera è certamente rigorosa, con un finale teso, e ogni registro, tecnico e attoriale, è su livelli di alta professionalità, a rendere meno netto il giudizio complessivo è la stessa cornice, marcatamente illustrativa, nella quale vengono inserite le vicende: un’affascinante confezione retrò che appaga lo sguardo ma rischia di esaurirsi nel suo stesso, impeccabile sfavillio.
Regia: László Nemes
Interpreti: Gilles Lellouche, Lars Eidinger, Félix Lefebvre, Hans Peterson
Nazionalità: Francia
Durata: 130’
