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ONCE UPON A TIME IN CALCUTTA (Aditya Vikram Sengupta)
Racconto corale di una città in trasformazione

Il regista indiano Aditya Vikram Sengupta torna a Venezia dopo il suo film di esordio Labor of Love, presentato alle Giornate degli Autori nel 2014. Once upon a time in Calcutta è il racconto corale di una città in trasformazione attraverso un dedalo di personaggi su cui il regista cuce le ansie, le aspettative e le difficoltà della vita nella grande metropoli indiana. La moderna Calcutta, in cui diverse culture si mescolano, sembra tenuta insieme dalla tradizione e dalla figura del poeta e drammaturgo bengalese Rabindranath Tagore. L’importante autore, molto noto anche in Occidente, è quasi una presenza talismanica in un film pieno di anime irrequiete e fantasmi del passato. Le musiche ispirate ai suoi versi sono messe in onda dalle radio locali nella forma tradizionale o remixate per essere usate dai più giovani sui Social e forniscono una parte importante della colonna sonora del film.

Dopo la scomparsa di sua figlia, una bimba con disabilità, Ela perde l’unica ragione per stare insieme a suo marito Shishir. Quando la banca le rifiuta un mutuo per una nuova casa, il suo superiore, a capo di un enorme sistema di truffa sul modello dello “schema Ponzi”, le fa un’offerta che fatica ad accettare. Nella vita di Ela ricompare l’amore della sua infanzia, che le fornisce l’affetto e la speranza necessari per un nuovo inizio. Il film esplora anche il rapporto di Ela con sua madre, una famosa ballerina di cabaret, e il suo fratellastro Bubu, che possiede un teatro nel cuore della città e si rifiuta di venderlo a uno speculatore immobiliare. Proprio quando Ela comincia a vivere la vita che aveva sempre sognato, tutto è rimesso in discussione da un tragico incidente.

Stasi e rottura coesistono nei quartieri appartenuti all’antica etnia Sengupta, luogo di quel “c’era una volta…” che il regista ha scelto per il titolo. Anche l’oggetto simbolo di quel luogo, la statua di un dinosauro, non regge alla modernità e per una speculazione edilizia viene rimosso. Per l’autore Calcutta e i suoi abitanti sono “una città impegnata nel tentativo di stare al passo con un mondo in rapida evoluzione”, così, utilizzando personaggi reali ed eventi effettivamente accaduti, il film vorrebbe raccontare la fine della città di un tempo, comunitaria ed etnica, per rivelare una condizione sociale disgregata, speculativa e in linea con il conformismo della modernità. Tra i temi ci sono la tensione tra il comfort dell’abitudine e le seduzioni di esperienze non testate, l’influenza crescente del capitale speculativo e dei discutibili schemi per arricchirsi rapidamente e la natura effimera delle relazioni. Non è un film di facile lettura per lo spettatore occidentale, per le numerose sfumature culturali e citazioni con cui Aditya Vikram Sengupta arricchisce la storia della protagonista. Forse il regista pecca proprio in questo, nel tentare e non riuscire del tutto ad essere un narratore universale dei temi che ha messo in campo.

ONCE UPON A TIME IN CALCUTTA
Regia: Aditya Vikram Sengupta
Durata: 131’
India, Francia, Norvegia, 2021
Interpreti: Sreelekha Mitra, Shayak Roy, Bratya Basu, Arindam Ghosh, Satrajit Sarkar, Anirban Chakrabarti

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Sull'autore

Simone Agnetti

Simone E. Agnetti, Brescia 1979, è Laureato con una tesi sul Cinema di Famiglia all’Università Cattolica di Brescia, è animatore culturale e organizzatore di eventi, collabora con ANCCI e ACEC, promuove iniziative artistiche, storiche, culturali e cinematografiche.

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