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TORNERANNO PIU’ VIVE DI PRIMA
In questo periodo di sospensione l'Acec è vicina a tutte le sale

Cari amici,

nel contrasto alla diffusione del coronavirus, l’estensione a tutto il Paese delle misure restrittive, decise dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con i vari decreti di questi ultimi giorni, ha ribadito la chiusura di tutti i cinema e i teatri su tutto il territorio nazionale, congiuntamente  con  l’impedimento di ogni celebrazione della Santa Messa con la presenza di fedeli.

Queste decisioni che all’inizio hanno spiazzato molti e che hanno creato disorientamento nelle comunità ecclesiali e tra i volontari delle Sale della comunità, è stata accettata in forza della tutela di un bene comune come quello della salute. Sono provvedimenti dolorosi ma necessari.

Da poco abbiamo festeggiato i 70 anni di vita dell’ACEC e in tantissimi ci siamo ritrovati a Roma per stringerci attorno a Papa Francesco e per ribadire la forte dimensione comunitaria delle nostre sale. Nella lunga storia delle Sale della comunità – molte hanno tagliato il traguardo dei 100 anni di vita – di momenti difficili e complicati ce ne sono stati molti, ma queste sfide hanno reso le nostre sale resilienti e capaci di rispondere alle reali necessità delle comunità. L’Acec-SdC vi è vicina e assieme alle altre Associazioni della filiera del cinema sta lavorando con il Mibact per individuare delle misure di sostegno.

Tale inusuale situazione deve incontrare una risposta non rassegnata né disarmante. Il virus ci tiene divisi. Mai come in questi frangenti abbiamo capito come lo stare assieme per le persone sia un bisogno primordiale. Finita l’emergenza i cinema, i teatri e le Sale della comunità torneranno più vive di prima. 

Don Adriano Bianchi

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