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ARCO – UN’AMICIZIA PER SALVARE IL FUTURO (Ugo Bienvenu)
Viaggio nel tempo

In un futuro lontano, un ragazzo proveniente da una civiltà tecnologicamente avanzata cade accidentalmente sulla Terra nell’anno 2075. Qui incontra Iris, una bambina che vive in un mondo ancora segnato dalle contraddizioni. Tra i due nasce un legame inatteso che li conduce a intraprendere un viaggio attraverso paesaggi e comunità diverse, alla ricerca di un modo per tornare a casa.

Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 e premiato come miglior film d’animazione ai premi “César” del 2026, Arco è il primo lungometraggio del francese Ugo Bienvenu, che con i suoi precedenti cortometraggi si era già segnalato come uno degli autori più interessanti della nuova animazione transalpina. Muovendosi con equilibrio tra racconto d’avventura e riflessione generazionale, l’opera si fonda su una narrazione apparentemente semplice — l’incontro tra due giovani provenienti da mondi diversi e il viaggio che ne scaturisce —, ma che viene utilizzata per interrogare il rapporto tra passato e futuro, tra memoria e possibilità. Se la struttura narrativa segue traiettorie riconoscibili, è soprattutto nella qualità della scrittura e nella dimensione visiva e sonora che il film trova la propria originalità.

Lo script costruisce un equilibrio delicato tra dimensione fantastica e osservazione del reale. L’arrivo del dodicenne protagonista sulla Terra non è soltanto l’innesco dell’avventura, ma anche l’occasione per guardare al nostro presente da una prospettiva laterale, quasi straniante. Il suo sguardo — proveniente da un futuro lontanissimo, che sembra aver superato alcune delle contraddizioni del mondo contemporaneo — introduce una distanza capace di interrogare le relazioni, il rapporto con l’ambiente, la fragilità dei legami comunitari. Il viaggio dei due giovani protagonisti assume così i contorni di una piccola parabola sul tempo e sulla responsabilità delle generazioni.

A sostenere questa dimensione narrativa interviene soprattutto la costruzione visiva e sonora del film. Bienvenu, che proviene dal mondo dell’illustrazione, concepisce l’animazione come uno spazio espressivo fortemente controllato, nel quale il colore diventa elemento strutturale del racconto. La tavolozza cromatica non svolge una funzione meramente decorativa, ma organizza la percezione emotiva delle scene: tonalità calde e luminose accompagnano i momenti di apertura e di scoperta, mentre gamme più fredde o attenuate restituiscono la sensazione di distanza e sospensione. Ne deriva un universo visivo coerente, nel quale il disegno conserva una leggerezza quasi grafica senza rinunciare a una forte capacità evocativa.

Questa attenzione cromatica contribuisce anche a definire il ritmo del film. Arco procede infatti secondo una scansione narrativa misurata, privilegiando la costruzione dell’atmosfera e della relazione tra i personaggi rispetto all’accumulo spettacolare degli eventi. È una scelta che conferisce al racconto un tono contemplativo, ma che talvolta rischia di rallentare eccessivamente la progressione drammatica. In alcuni passaggi il film sembra infatti faticare a trovare un pieno equilibrio tra l’intenzione poetica e la necessità di una tensione narrativa più incisiva.

Ciò nonostante l’opera mantiene una coerenza di fondo che ne sostiene l’efficacia complessiva. La relazione tra Arco e Iris si sviluppa attraverso piccoli gesti e momenti condivisi, evitando semplificazioni emotive e costruendo un legame che cresce progressivamente insieme al viaggio. In questa dimensione il film trova la propria misura più convincente: quella di un racconto di formazione che affida al movimento nello spazio il processo di maturazione interiore dei protagonisti.

Pur senza aspirare a una radicale innovazione formale, Arco si rivela dunque un’opera sensibile e visivamente raffinata. La solidità dello script, l’uso espressivo del colore e l’efficace costruzione sonora — dalla partitura musicale firmata da Arnaud Toulon all’apprezzabile lavoro di sound design — consentono a Bienvenu di realizzare un film che guarda al pubblico più giovane senza rinunciare a una certa densità tematica. Un lavoro che, pur con qualche esitazione nel ritmo narrativo, riesce a trasformare il viaggio dei protagonisti in una riflessione delicata sul tempo, sullo sguardo e sulla possibilità di immaginare il futuro.

Cast & Credits

Regia: Ugo Bienvenu
Francia, 2025
Durata: 82’

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Sull'autore

Francesco Crispino

Francesco Crispino è docente di cinema, film-maker e scrittore. Tra le sue opere i documentari Linee d'ombra (2007) e Quadri espansi (2013), il saggio Alle origini di Gomorra (2010) e il romanzo La peggio gioventù (2016).

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