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I COLORI DELLA PASSIONE
Il legame tra cinema e pittura illumina Morte e Resurrezione di Cristo

Questa scheda di approfondimento è tra quelle proposte in Passio Contemporanea, iniziativa ACEC che propone quattro film capaci di mettere a tema la Passione attraverso il linguaggio cinematografico: “La Ricotta” (Pier Paolo Pasolini, 1963), “Gran Torino” (Clint Easwood, 2008), “I Colori della Passione” (Lech Majewski, 2011), “Su Re” (Giovanni Columbu, 2012) .

I colori della Passione, film del 2011 del regista polacco Lech Majewski si rifà in modo diretto al quadro del fiammingo Pieter Bruegel “La salita al Calvario” (1564), realizzandone una vera e propria versione cinematografica.

Il film, dalla impressionante ricchezza visiva, può aprire a una riflessione sulla Passione di Cristo che comprende diversi punti di vista e chiama in causa diversi approcci: quello cinematografico, quello artistico, quello esegetico (rispetto al Vangelo, ma anche al dipinto e al film che lo traspone su grande schermo). Approcci e punti di vista che raccogliamo qui si seguito, proponendo:

la recensione di Paolo Perrone “I colori della Passione, un emozionante arazzo digitale”

la conversazione di Arianna Prevedello con il critico d’arte Andrea Nante

la riflessione del Card. Angelo Scola su I colori della Passione

 

I COLORI DELLA PASSIONE
Titolo originale: The Mill and the Cross
Regia di Lech Majewski
Con Rutger Hauer, Michael York, Charlotte Rampling, Oskar Huliczka, Joanna Litwin
Svezia, Polonia, 2011
Durata 97 minuti

(Il film è disponibile su Google Play e Youtube a 2,99 euro)

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Sull'autore

Tiziana Vox

Tiziana Vox

Operatrice culturale, dal 2009 collabora con l’Acec, seguendone il sito internet e l’attività editoriale. Attualmente è responsabile della segreteria organizzativa Federgat, per cui cura anche la realizzazione del progetto I Teatri del Sacro.