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RINOCERONTE (Oleh Sentsov)
Breve storia dell'Ucraina attraverso la vita di un deliquente

 

Nell’Ucraina degli anni Novanta un giovane soprannominato “Rhino” per un bernoccolo che ha sulla fronte in seguito ad una violenta rissa in una palestra, dopo aver iniziato la carriera come ladruncolo, scala rapidamente la gerarchia del crimine. Rhino agisce in un mondo senza cuore, scansando ogni possibile redenzione, da quella domestica a quella religiosa. L’autore crea un mondo di personaggi violenti che sono una veritiera antologia di come immaginiamo la delinquenza dell’Est Europa.

La storia personale del regista ucraino Oleh Sentsov meriterebbe un film. Nosorih (Rinoceronte) ha avuto una gestazione molto lunga, interrotta a causa dell’incarcerazione del regista per la sua attività a difesa dei diritti  umani (per cui è stato anche premiato dal Parlamento Europeo) a causa dell’annessione militare della Crimea nell’attuale Russia. La pellicola era stata iniziata nel 2013, dopo il successo del suo documentario Gamer (2011), ed è stata ultimata per quest’anno, presentata nella sezione Orizzonti.

Il fatto che la produzione sia stata interrotta e poi ripresa ha sortito qualche effetto sulla resa finale di questo buon lavoro. Si sente e si vede come il film abbia due stili e quasi due anime. Si legge nel modo di comporre la storia. Sentsov aveva iniziato il lavoro con un certo intento e un certo modo di  rappresentare e poi questo è mutato. Questa dualità si sente in particolare se si confronta la lunga sequenza a episodi iniziale, montata a modo di piano-sequenza per raccontare la vita della famiglia del protagonista, dalla sua infanzia, già caratterizzata da una spiccata propensione  alla violenza, all’età adulta, passando per i mutamenti che l’Ucraina ha subito nel passaggio dall’URSS a stato parzialmente autonomo. Questa lunga scena iniziale di vita familiare dentro la casa nativa è magistrale e vale tutto il film. All’altro capo troviamo un finale sfilacciato e debole, poco motivato, con poca inventiva registica, distantissimo dalla regia dell’inizio del film.

Sentsov crea comunque un’opera complessa sulla sua nazione, ricuce sul personaggio più volte varie pelli, da quella di ragazzo scapestrato della campagna Ucraina a fratello e figlio poco amorevole, da piccolo delinquente spaccone ad amante premuroso se sobrio e violento se ubriaco a quella di capobanda, da quella di uomo che si riscatta col lavoro a quella di penitente. Violenza chiama violenza, vendetta segue a vendetta, i forti opprimono i deboli e neppure le forze dell’ordine sembrano volersi opporre a questo sistema di cose, che costituisce lo scenario in cui si muove il protagonista. La giustizia è un fatto di forza bruta, lo stato di diritto è un miraggio che appartiene ad altri popoli.

 

RINOCERONTE
Titolo originale: NOSORIH
Regia: Oleh Sentsov
Durata: 101’
Ucraina, Polonia, Germania, 2021
Interpreti: Serhii Filimonov, Yevhen Chernykov, Yevhen Grygoriev, Alina Zevakova

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Sull'autore

Simone Agnetti

Simone E. Agnetti, Brescia 1979, è Laureato con una tesi sul Cinema di Famiglia all’Università Cattolica di Brescia, è animatore culturale e organizzatore di eventi, collabora con ANCCI e ACEC, promuove iniziative artistiche, storiche, culturali e cinematografiche.

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